Inquinanti nei supplementi di olio di pesce

olio di pesce e di squaloPiù volte abbiamo sottolineato in questo sito che uno degli alimenti più inquinati in assoluto sembra essere il pesce. La ragione sta nel fatto che i mari ricevono tutto l’inquinamento prodotto dall’uomo. Nei mari ed oceani finiscono le sostanze tossiche rilasciate direttamente nei fiumi oppure gettate nei terreni ed infine anche quello disperso nell’aria.

I supplementi di oli di pesce vengono utilizzati per l’alto contenuto in omega-3. Gli omega-3 sono estremamente salutari per la nostra salute, questi sembrano avere un effetto positivo sul sistema vascolare, e pertanto riducono le malattie cardiovascolari, inoltre sembrano avere un effetto positivo anche sul diabete e l’artrite reumatoide. Purtroppo anche questi supplementi, essendo ottenuti dai pesci che sono contaminati portano con se parte di questi inquinanti.

I supplementi in omega-3 possono essere ottenuti da diverse fonti. Uno studio condotto in Canada ha voluto valutare il livello di inquinanti in diversi tipi di supplementi disponibili sul mercato canadese.

Negli ultimi anni sono stati riscontrati nei tessuiti dei pesci elevati livelli di PCB e di insetticidi quali il DDT, il quale, nonostante non sia più prodotto da diversi anni, continua a persistere nell’ambiente.

In generale sembra che i pesci di allevamento siano più inquinati rispetto a quelli selvatici.

Normalmente la preparazione di questi oli ricchi in omega-3 richiede un processo di purificazione che ha lo scopo di rimuovere impurezze quali: pigmenti, sostanze che conferiscono un cattivo odore, prodotti ossidati ecc. Questo processo di purificazione in parte può contribuire a ridurre il livello di inquinanti.

In questa analisi sono stati valutati i seguenti supplementi disponibili sul mercato Canadese:

  • Olio di pesce ottenuto da una miscela di pesci (acciughe, sardine, sgombro) con esclusione del salmone.
  • Olio di pesce ottenuto da una miscela di pesci (acciughe, sardine, sgombro) incluso il salmone.
  • Olio di pesce dal salmone.
  • Olio di menade.
  • Olio di foca.
  • Olio di squalo.

I livelli di PCB (mg/g) misurati sono stati i seguenti:

  • Miscela (senza salmone) = 0-50
  • Miscela (con salmone) =30-40
  • Salmone = 36-170
  • Olio di menade 320
  • Olio Di Foca = 530
  • Olio di Squalo = 10400

 

inquinanti nell'olio di pesceNel grafico sopra riportato il valore per l’olio di squalo essendo troppo alto esce dalla scala. Nel grafico sono stati riportati i valori massimi riscontrati.

Da questi dati risulta chiaramente che gli animali che si trovano nella parte alta della catena alimentare come la foca o lo squalo sono quelli più contaminati. Quelli ottenuti da pesci piccolo come le sardine, le acciughe o lo sgombro tendono ad avere un livello di inquinamento molto più basso rispetto all’olio di salmone, di menade e di squalo. In assoluto l’olio ottenuto dal fegato di squalo è quello con una quantità di inquinanti organici stratosferica!

Il contenuto in tossine in questi oli è molto variabile, per cui in analisi condotte in altri paesi sono stati ottenuti risultati diversi, in quanto il livello di inquinamento dell’olio di pesce dipende da dove i pesci sono stati pescati oppure nel caso dell’olio di squalo da quale varietà di squalo l’olio è stato ottenuto, in generale vale la regola che più in alto nella scala alimentare si trova un animale maggiore è il livello di bioaccumulo delle tossine.


Conclusione: i supplementi di omega-3 ottenuti dagli animali marini tendono ad essere contaminati dai PCB. Più grossi sono i pesci o gli animali maggiore è il livello di contaminazione.


 

Riferimenti:
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1750-3841.2008.01020.x/epdf

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