Proteine salutari e proteine pericolose

proteine salutari e proteine pericolosePiù volte nelle pagine del sito abbiamo sottolineato l’importanza di preferire le proteine di origine vegetale rispetto a quelle di origine animale. Cerchiamo ora di capire il perché di questo importante consiglio.
Le proteine di origine animale sono di qualità superiore rispetto a quelle di origine vegetale. Questo apparentemente potrebbe sembrare un aspetto positivo ma in realtà non lo è. Ogni giorno nel nostro corpo si formano delle cellule tumorali. La maggior parte di queste vengono fortunatamente distrutte dal sistema immunitario, per cui non rappresenteranno un problema, ma alcune riescono a sopravvivere. Una cellula tumorale diventa pericolosa solo quando si moltiplica e forma una massa tumorale di una certa dimensione, che può danneggiare irreparabilmente organi vitali e quindi condurre alla morte. Per riprodursi le cellule tumorali hanno bisogno di nutrimento tra cui le proteine (aminoacidi). Ora poniamoci questa domanda: “le cellule tumorali si svilupperanno maggiormente quando assumiamo proteine di alta qualità, e in larga quantità, come quelle animali, oppure quando mangiamo proteine vegetali di bassa qualità e nella giusta quantità? Quindi più difficili da assimilare?” Non vi è dubbio che le proteine animali sono l’ideale per far sviluppare i muscoli, ma purtroppo lo sono anche per fare crescere le masse tumorali! I cibi di origine animali sono molto nutrienti, ma lo sono anche per i tumori! In altre parole potremmo dire che i tumori prosperano con questo tipo di alimenti. Entrando un po’ più nei dettagli possiamo dire che un ormone, prodotto dal nostro corpo, chiamato IGF-1 (fattore di crescita simile all’insulina) è un fattore di crescita che favorisce lo sviluppo dei tessuti del corpo. Le proteine animali favoriscono la produzione di questo ormone. Apparentemente questo può di nuovo apparire un vantaggio, però, purtroppo, tende anche a favorire lo sviluppo dei tumori. Maggiore è la concentrazione nel sangue di questo ormone maggiore è la probabilità di sviluppare un tumore. La cosa interessante è che possiamo modulare la formazione di questo ormone, in particolare sappiamo che i prodotti di origine animale favoriscono la produzione di IGF-1 mentre una dieta vegana ne riduce drasticamente la quantità, in più in una dieta priva di prodotti di origine animale si ha l’incremento della produzione di una proteina che lega l’IGF-1 disattivandola. Potremmo quindi essere prudenti e basare buona parte della nostra dieta sui prodotti di origine vegetale, così avremo un basso livello di IGF-1, quindi ridurremo drasticamente la probabilità di sviluppare un qualche tipo di tumore.
Le proteine migliori per tenere a bada i tumori sono quelle delle leguminose (fagioli, ceci, lenticchie, piselli, soia, lupini ecc.) in quanto sono povere in metionina, un aminoacido molto tossico, di cui le cellule cancerogene hanno un disperato bisogno, mentre quelle normali riescono a prosperare anche con piccole quantità di questo aminoacido. Ecco perché si deve fare delle leguminose la nostre fonte principale di proteine. Anche le noci varie, in generale, hanno un basso contenuto in metionina, mentre le proteine animali sono ricchissime in questo aminoacido essenziale, ma purtroppo tossico! Diete povere in metionina hanno dimostrato, in alcuni esperimenti condotti su animali da laboratorio, di essere in grado di ridurre l’incidenza dei tumori, e in generale riescono anche ad allungare la vita media fino al 30% in più, rispetto alle stesse diete ricche in questo particolare aminoacido.
La lista dei danni che i cibi di origine animale, e in particolare un loro consumo eccessivo, possono arrecare alla salute è molto lunga, la cui discussione in dettaglio esula dallo scopo di queste pagine. A causa dei sistemi di allevamento intensivi moderni, oggi i prodotti di origine animali sono particolarmente ricchi in grassi saturi e poveri in grassi mono e polinsaturi, mentre la selvaggina, che si trova in natura, ha un profilo lipidico più bilanciato, dove i tre tipi di grassi saturi, mono e poli-insaturi sono presenti in quantità circa equivalenti, in oltre il contenuto in grassi è sicuramente inferiore. Il grasso animale contiene piccole quantità di grassi trans, che sappiamo non essere salutari. L’uso di antibiotici, ormoni e condizioni di sovraffollamento degli allevamenti contribuiscono a rendere pericolosi questi prodotti. L’inquinamento atmosferico, dopo una pioggia, viene depositato sulle culture agricole, che sommato ai trattamenti chimici, eseguiti comunemente in agricoltura, tendono ad accumularsi e a concentrarsi nel grasso degli animali che li ingeriscono in grandi quantità, e quindi anno dopo anno, attraverso il consumo di questi prodotti, si accumulano nei nostri tessuti. Recentemente si è scoperto che una sostanza presente nella carne, e in minor misura nei latticini, chiamata acido Sialico (Neu5Gc) tende ad attaccarsi alle nostre arterie, una volta ingerita, e qui riesce ad innescare una forte risposta immunitaria, con relativa infiammazione, causando danni molto gravi come l’arteriosclerosi oppure lo sviluppo dei tumori. Le proteine animali innalzano il livello di colesterolo nel sangue mentre quelle vegetali lo riducono. I prodotti di origine animale modificano, in modo negativo, la flora batterica. La carnitina e la colina vengono trasformati in una sostanza molto tossica (TMAO) da questa cattiva flora batterica e dal nostro fegato. Le stesse sostanze non subiscono questa trasformazione se la flora batterica è sana, grazie ad un alto consumo di prodotti di origine vegetale.
Durante la preparazione della carne cruda in cucina essa può diventare una fonte di contaminazione di virus e batteri pericolosi, la cosiddetta zoonosi. Per cui se tagliamo la carne cruda con un coltello assicuriamoci di lavarlo e disinfettarlo bene, assieme a tutte le superfici che sono venute a contatto, prima di utilizzarli con altri cibi che non verranno conti, come le verdure, in quanto gli strumenti utilizzati potrebbero essere contaminati da pericolosi batteri o virus. Sembra che i grassi saturi, presenti nei prodotti di origine animale, favoriscono l’assorbimento delle tossine prodotte dai batteri presenti nelle carni, questo si verifica anche se i batteri sono stati uccisi dalla cottura, per cui subito dopo il consumo di prodotti di origine animale si riscontra un alto livello di endotossine nel sangue, che genera una forte infiammazione molto dannosa. La cottura ad alte temperature aggiunge ulteriori sostanze tossiche come i prodotti AGEs, le ammine policicliche aromatiche, le acroleine e molte altre che favoriscono l’arteriosclerosi e l’infiammazione. Per non citare poi il pesce, che tra inquinanti classici quali piombo, mercurio, PCB sembrano essere anche ricchi in molecole derivanti dalla decomposizione della plastica, che stupidamente gettiamo in mare, le quali, attraverso la catena alimentare, alla fine ci ritroviamo nel nostro piatto! Pensiamo di mangiarci un bel pesce fresco, ma in realtà ci stiamo mangiando la borsetta di plastica che abbiamo gettato qualche anno addietro… 🙁
Per ridurre il più possibile i danni che i prodotti di origine animale possono arrecarci possiamo adottare queste strategie:

1) Mangiatene in piccole quantità. Usateli come se fossero delle spezie, ovvero sia solo per dare sapore.
2) Accompagnateli sempre con abbondate verdura e cibi ricchi in fibra, le fibre posso intrappolare parte delle tossine presenti nei cibi. Gli antiossidanti e antiinfiammatori compenseranno in parte, ma non totalmente, l’effetto pro infiammatorio che hanno i prodotti di origine animale.
3) Mantenete in buono stato la flora batterica dell’intestino, essa riduce l’assorbimento e facilita l’eliminazione delle tossine contenute nei cibi.
4) È Preferibile consumare i prodotti di aziende che allevano gli animali secondo metodi tradizionali. Dove il bestiame può pascolare tranquillamente in un campo erboso, e il pollame può razzolare senza limiti sul terreno, con una limitata densità di animali, ovviamente in terreni non inquinati. La qualità dei prodotti sarà maggiore e la presenza di sostanze tossiche sicuramente inferiore.
5) Utilizzate la cottura a vapore o in acqua ed evitate le cottura a secco ad alta temperature, come le grigliate oppure cotture al forno. Usate olio fresco tutte le volte che friggete.
6) Le spezie e le erbe aromatiche riducono la formazione di sostanze tossiche durante la cottura, se i cibi vengono miscelati con questi prima della cottura stessa. Quindi prima di cuocere la carne ricordatevi di marinarla bene con molte spezie ed erbe aromatiche oppure con la birra scura.
7) Utilizzate yogurt al naturale (senza zuccheri e additivi), pesci di piccola dimensione, ricotta (quella tradizionale) di pecora o di capra.
8) Quando cuocete le uova è molto meglio farle bollire intere piuttosto che farne una frittata, perché quando l’uovo è dentro il guscio i grassi e il colesterolo non vengono danneggiati dall’ossigeno e dalle alte temperature, cosa che purtroppo si verifica quando si sbattono le uova, perché l’ossigeno viene facilmente a contatto con i grassi e il colesterolo e le alte temperature rendono questi elementi molto tossici.

Le proteine della soia sono quelle a più alta qualità, se confrontate con gli altri prodotti di origine vegetale. Normalmente la soia viene considerato un cibo salutare ma non si deve eccedere. Non si dovrebbe consumarne più di 5 porzioni al giorno. Una porzione è definita come una quantità di soia che contiene 6-8 g di proteine. La soia fermentata come tempeh oppure il natto (se si riesce a mangiarlo) dovrebbe essere preferita alle altre forme di soia non fermentate come il tofu o ai fagioli di soia bolliti. Sembra che la fermentazione sia in grado di migliorare la qualità di questo prodotto ed eliminare i possibili problemi. L’alta qualità delle proteine della soia sembra anche qui essere più un problema che un vantaggio, quindi consumatela pure ma senza abusarne. Il natto è particolarmente ricco in vitamina K2, vitamina normalmente non presente nei prodotti di origine vegetale a parte in quelli fermentati.
Abbiamo visto che le proteine animali innalzano i livelli di IGF-1, l’ormone che favorisce lo sviluppo e la propagazione delle cellule tumorali. È doveroso segnalare che c’è un altro ormone che ha un effetto simile, e questo è l’insulina. Anche l’insulina in eccesso sembra aiutare lo sviluppo dei tumori. Sappiamo che i carboidrati, in particolare quelli raffinati come zuccheri e farine bianche, tendono ad alzare di molto questo ormone. Anche le proteine in particolare quelle animali contribuiscono ad alzare l’insulina, i grassi invece non sembrano avere questo effetto, o è meglio dire che non inducono una forte produzione. Quindi come è importante ridurre il consumo di proteine animali è altrettanto importante ridurre anche i carboidrati facilmente assimilabili, presenti nei cibi ad alto indice glicemico, e sopratutto è importante tenere bassa la quantità totale di carboidrati per ciascun pasto. Le diete chetogeniche, diete dove si consumano pochissimi carboidrati (massimo 20-80g) riducono lo sviluppo dei tumori quando sono associate ad un basso apporto calorico, perché sembra che i tumori prosperano solo in presenza di una grande quantità di glucosio, quando riduciamo questo elemento nella nostra dieta ve ne è molto di meno per il tumori. Poiché il corpo è in grado di produrre glucosio autonomamente, sia utilizzando gli aminoacidi sia utilizzando il glicerolo dei grassi, vi sarà sempre una certa quantità di glucosio nel sangue, quindi è importante che la dieta chetogenica sia anche ipocalorica, quando si vuole arrestare la crescita di un tumore.
Quindi ricordate che le cellule tumorali per proliferare hanno bisogno di carboidrati raffinati (glucosio) e proteine animali (metionina). Se riusciamo a tenere molto basse le concentrazioni di entrambi questi due nutrienti, le cellule tumorali troveranno un ambiente meno favorevole per crescere e svilupparsi. Molte cellule cancerogene hanno numerosi recettori per l’insulina e l’IGF-1! Infine è importante sottolineare che questi due ormoni (insulina e IGF-1) ci fanno invecchiare più velocemente.
Una dieta vegana (bilanciata e supplementata) associata ad un basso apporto di carboidrati assimilabili dovrebbe tenere bassa la produzione di questi due ormoni, che sono sì necessari, per un corretto funzionamento del nostro corpo, ma in elevate quantità sono purtroppo deleteri.

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